Mai più allo stadio (almeno in Italia)

BOLOGNA, 30 OTTOBRE 2008 – È in prognosi riservata il tifoso modenese di 44 anni ferito ieri sera al termine della partita Bologna-Juventus nei pressi dello stadio Dall’Ara di Bologna: l’uomo è in coma farmaceutico ma le sue condizioni non sembrerebbero gravi perchè sembrerebbe non aver riportato gravi ematomi alla testa. Si esclude quindi che la prognosi possa essere sciolta nelle prossime ore.

L’aggressione è avvenuta intorno alle 22.30 di ieri sera: l’uomo si trovava nei pressi dello stadio assieme al figlio di 16 anni che indossava una sciarpa della Juve. I due, secondo il racconto fornito dal ragazzo minorenne, erano appena usciti dai distinti, poco prima il termine della partita per evitare le code e si erano diretti verso la Certosa per riprendere la macchina e tornare a casa, quando, in prossimità dell’incrocio con via Andrea Costa, sono stati raggiunti sotto i portici da una prima persona che gli avrebbe detto, con modi bruschi, di togliersi la sciarpa. Il ragazzo ha fatto finta di niente e ha continuato la propria strada con il padre: in via Certosa sarebbe stato raggiunto da un uomo di circa 40 anni che, dopo avergli afferrato la sciarpa, gliel’ha strappata con forza dal collo.
Fatto, quest’ultimo, che ha provocato la reazione del padre: a quel punto è nata una colluttazione tra i due e, mentre l’aggressore si allontava, sarebbe arrivato alle spalle dell’aggredito un’altra persona che lo avrebbe colpito in testa con un oggetto facendolo cadere in terra. Secondo la versione fornita alla Questura di Bologna dal sedicenne, sarebbe dunque tre le persone coinvolte nell’aggressione di ieri sera, presumibilmente tifosi bolognesi. Sono in corso indagini per identificare i tre aggressori

da “Il Resto Del Carlino” – 30.10.2008

Il 3 aprile 1999, all’uscita dai distinti sud (Monte Mario) dello stadio Olimpico, io e un mio amico milanista fummo aggrediti, assieme ad altri tifosi rossoneri, da un gruppo di laziali (suppongo) che si dicevano tifosi, ma che tifosi non erano. Si giocava Lazio-Milan, e il risultato di 0 a 0 avrebbe poi giocato a favore del Milan che quell’anno andò a vincere il campionato scavalcando la Lazio a due partite dalla fine. Scappammo a gambe levate evitando la rissa.

Roma-Juventus del 2005, Ibrahimovic pialla la difesa romanista, la Maggica perde 4 a 1. All’uscita scontri tra romanisti e juventini. Noi, terrorizzati, riusciamo a defilarci mentre se ne danno di santa ragione sotto la Tevere.

Ieri sera l’ennesima follia.

Non vado allo stadio da quel Roma-Juve, volevo riprovarci per il derby di Roma che si giocherà proprio il giorno del mio compleanno, ma ho paura. IO ALLO STADIO NON CI ANDRO’ MAI PIU’. O meglio, in uno stadio italiano non vedrò mai più una partita finchè la gente non imparerà a convivere civilmente con tifosi di altre squadre.

Non è accettabile che a un padre venga spaccata la testa perchè un buzzurro strappa la sciarpa al figlio.

Non è accettabile, in una società “civile”, che un gruppo di persone fomentate ed esaltate si sfoghino contro autobus, treni, vetrine di negozi e diano fuoco a tutto quello che incontrano.

VOGLIO IL CALCIO A PORTE CHIUSE.

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