Ame ga furu…

…la pioggia cade (sui miei allenamenti). L’avevo sempre schivata, la pioggia. Non per volontà mia, ma perchè per un motivo o per l’altro non mi è mai capitato di andare a correre con l’acqua. Perfino il giorno della maratona di Dublino ha schiarito quella mezza giornata che mi ha evitato la corsa sotto la pioggia, e se penso che ha piovuto più o meno ininterrottamente per tutti e gli otto giorni che sono stato in Irlanda, la cosa è davvero curiosa.

Morale della favola, ieri me la sono presa, l’aqua. Non molta a dire il vero, ma quel tanto che bastava per farmi prendere per pazzo da chi mi guardava da dentro l’auto o da sotto un ombrello.

Cosa ho imparato dal mio primo allenamento sotto l’acqua? Innanzi tutto che corro meglio sotto la pioggia che non nelle belle serate estive. Sembra assurdo, lo so, ma non mi è mai capitato di correre senza sforzo a 5’06” al km. Una sensazione davvero piacevole. La prossima volta devo solo prendere l’accorgimento di mettermi un berretto con visiera, perchè le gocce d’acqua che ti arrivano sugli occhi danno un po’ fastidio. 

Insomma ieri s’è rinnovato il mio legame con la pioggia, demonizzata dai più, adorata dal sottoscritto. La sensazione che si prova a correre accompagnato nel tragitto dal tic-tic della pioggia sulla strada, sugli alberi, su di te, è unica nel suo genere. 

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