Nihon no nikki – p.1…

…ovvero, Diari0 del Giappone – parte 1

17 Febbraio 2011

Siamo partiti da Civita con il mondo ancora addormentato. L’aria è fresca, non fredda. Della libecciata di ieri rimane solo la salsedine sparsa ovunque. L’aeroporto è semi deserto, visione inconsueta per me. Al desk c’è una hostess dal marcato accento “calabritish”, una chicca tutta italiana. E’ la prima volta che volo con British Aiways. Ad aspettarci al Gate H2 c’è il BA551, un bell’aereo pulito e insolitamente comodo. Sarà che sono abituato ai voli lowcost che ti costringono a portarti dietro la cintura di sicurezza da casa…

Davanti a me sono seduti tre giapponesi. Il meno tecnologico del gruppo ha in bella mostra due iphone e una psp. Gli altri due si stano sfidando wireless. Quando si dice gli stereotipi…

Il mio stereotipo è invece un tizio che si addormenta non appena il mezzo su cui viaggia inizia a muoversi. E così, tanto per non smentire nessuno, riesco nella prodigiosa impresa di addormentarmi durante il rullaggio. Un capolavoro degno di me.

Viaggio tranquillo fino a Londra. A Heathrow ci attende un altro stereotipo: quello che vuole Londra grigia, piovigginosa e nuvolosa. Stavolta dobbiamo aggiungerci anche “nebbiosa”. Il grigiume metereologico ci attanaglia e così decidiamo di farci un giro per i negozietti dell’aeroporto. E’ qui, nel negozio dall’evocativo nome di “Chocolate Box” che trovo i Mikado al cioccolato bianco, delizia non ancora giunta in Italia (o almeno, io non li ho mai visti in giro).

 

il Chocolate Box

 

Heathrow mi piace davvero molto come aeroporto. Non so se l’ho mai detto, ma, pur venerando pietra e legno, sono un estimatore dell’accoppiata vetro-acciaio, un seguace di Meier e delle sue creazioni.

quello che ho ribattezzato "il monolite"

Ci imbarchiamo alle 11.35 ora locale. Il 747 della British si solleva pesantemente dopo un’accellerazione vigorosa e repentina. Tokyo, sto arrivando…

18 Febbraio 2011

Atterriamo a Tokyo con qualche minuto di ritardo a causa del traffico (ebbene si. anche per aria c’è traffico). L’atterraggio è di quelli che piace a me: tranquillo e appena percettibile, non come quelle panzate che danno i piloti del nord europa, Ryanair su tutti.

Il primo impatto è estremamente tranquillizzante: operatori portuali cortesi, precisi, veloci. Tra controllo passaporti e ritiro bagagli pasano appena 14 minuti, roba che a Fiumicino se la sognano.

Scendiamo al piano sottostante per prendere il Japan Rail Pass e per imbarcarci sul primo treno per Tokyo. Mi sento osservato, oggetto d’attenzione. Gli altri viaggiatori ci guardano incuriositi. Chissà se anche i giapponesi che si incontrano in giro per Roma si sentono così. 

Trova conferma la sensazione avuta nel programmare il viaggio: per perderti devi metterci del tuo. La segnaletica è sia in inglese che in giapponese, le indicazioni sempre dettagliate e precise, il personale di stazione, anche se non parla inglese, se può darti una mano te ne da due.

Dopo aver fatto il check in all’ostello, ci dirigiamo verso Asakusa, quartiere dove è ancora possibile trovare vecchi edifici tradizionali in mezzo ai palazzi di nuova costruzione. Qui c’è un grande tempio e una pagoda a cinque ordini. L’imponente cancello d’ingresso, il Kaminarimon, accoglie il visitatore facendolo passare tra le due statue di Fujin e Raijin, le divinità del tuono a guardia del portale. Da questo si snoda una lunga strada sulla quale si affacciano deliziosi negozietti di souvenir per turisti, dove faccio la conoscenza di tre simpatiche ragazze appena uscite da scuola.

 

Il Kaminarimon con ai lati le statue di Fujin e Raijin

negozio di ventagli, incensi e altri oggetti fatti con la carta

le ragazze in divisa scolastica!!!!

 

tempio Senso-ji e pagoda

il ristorante dal quale temevo uscisse fuori Marrabbio, il padre di Licia XD

per concludere in bellezza il mio primo giorno a Tokyo, ho scovato un ristorantino niente male dove cucinano divinamente e non si spende neppure tanto (2.000 yen – circa 20 euri in due) . E’ qui che mi son fatto la mia prima, vera, scodella di ramen!!!

ramen!!!

finalmente!!!

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5 thoughts on “Nihon no nikki – p.1…

  1. Quanto mi manca il Giappone =) ci sono stata cinque anni fa, e ci tornerò ad Agosto bollendo di caldo ma purtroppo è l’unico periodo in cui ho le ferie quindi meglio di niente, e quei ramen sembrano buonissimi =) Goditelo che è magico =)

  2. Per ora non sta tradendo le aspettative. Da gaijin (straniero) a volte fai fatica a capire certe cose, però poi se fai 2+2 vedi che difficilmente fa 3 o 5.
    E si mangia divinamente! Non me l’aspettavo così buono il cibo. A parte il ramen, tra onigiri, soba e altre robette strane che hanno loro, si mangia troppo bene e non ti appesantisci mai. Fatastici!
    Benvenuta sul blog 🙂

  3. ma che meraviglia!!
    le scolarette in divisa, poi, stupende!! 2 erano raffreddate? avevano la mascherina…
    che bello, sono tanta contenta per te!!
    ci sarà anche un tempio per il matrimonio?… e quello di Kagome con il grande albero dov’era bloccato Inuyasha?…
    e fammi sapere come sono gli okonomyaki

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