Mancano due giorni…

…a Natale.

Stasera a Civita ci sono le pastorelle, ovvero, gruppi di persone che girano per la città intonando canti natalizi. Una delle poche cose di Civita che salverei.

La crisi ha dato il pretesto al mio capo per non darci la tredicesima prima di natale. La prenderemo dopo le Feste.

Per fortuna, mi ero organizzato prima con i regali, ma comunque la cosa mi secca. Torniamo alla questione della correttezza, della cura per l’essere umano, della sensibilità. C’è chi non riuscirà a dare neppure una piccola mancia di 50 euro ai propri figli, come un mio collega che si spacca la schiena trasportando merci a destra e a sinistra per le navi.

Vabbè, così è andata e c’è poco che si può fare. E allora passerò 24,25 e 26 chiedendomi per che cosa sono a lavoro e ripetendomi tipo mantra che il lavoro nobilita l’uomo e che con questa fame di lavoro che c’è, è meglio non far cazzate…

Ad ogni modo, oggi sono andato per mare. Ho accompagnato il chimico di porto a bordo di una carboniera. Il comandante è un pakistano di 50 anni, e benché non si annoverino pakistani di sorta nella storia della navigazione mondiale, c’è da dire che ne sa.

E’ stata un esperienza particolare.

Innanzitutto l’accoglienza. Si è presentato in divisa, tirato a lucido e con tre tazze di té. Ci ha fatto accomodare e subito dopo un ragazzo ci ha portato dei dolcetti. Sono rimasto solo con il comandante e mentre aspettavo che il chimico facesse il suo lavoro, mi ha iniziato a chiedere del Natale che si avvicinava e di come lo avrei passato.

Cominciamo quindi a parlare del Natale e delle festività islamiche. Mi racconta dei raduni delle famiglie in occasione delle Feste e mi vengono in mente i cenoni e i pranzi di Natale e Pasqua. Io gli parlo di quello che in teoria dovrebbe rappresentare il Natale e lui mi legge tre sure del Corano. Me lo mostra il suo corano. Un libricino scritto in arabo e urdu (si legge urdù) che si apre con: “Questo è il Corano, il libro che mostra la retta via”.

...una parte del Corano che mi ha mostrato il comandante...

Mi racconta dei movimenti estremisti che terrorizzano le tribù e le diverse etnie del suo Paese, dei messaggi di speranza che il Corano stesso porta, della poesia di un testo che purtroppo viene utilizzato per fomentare i giovani, formare spiritualmente i terroristi e creare kamikaze. Shaid, li chiamano loro. E al contrario del termine giapponese, che significa vento divino, vuol dire martire. E’ con profonda amarezza e tristezza che parla di questi ragazzi, spesso poco più che adolescenti, che si fanno saltare in aria o si arruolano nelle milizie.

Mi dice che non ha un senso, che il martirio ai tempi del Profeta non era questo.

Il ritorno del chimico ci ha interrotto, ma quell’ora passata in compagnia di quest’uomo mi ha fatto riflettere su tante cose, a partire dalla visione che spesso abbiamo dei musulmani e del mondo islamico. Quello che ci arriva del mondo è una prospettiva troppo ristretta, perchè ovviamente fa più notizia uno shaid che si fa saltare in aria e uccide 50 persone che non la delicatezza dei modi di questa gente. Io stesso, non avendo mai avuto a che fare con i pakistani e vista la nomea di nazionalità a rischio, ero partito un po’ dubbioso. In realtà non sapevo cosa aspettarmi.

E’ questa mania del dover incasellare una persona. Del volergli trovare una collocazione che sia univoca. Il tutto bianco o tutto nero, buoni e cattivi. Si dovrebbe invece iniziare a credere nell’uomo che si ha davanti, parlare guardandosi negli occhi e cercare di capire chi è.

A volte, distratto e rintronato dall’eccessiva disinformazione, me ne dimentico anche io.

Vi lascio con questa foto che ho scattato ora e che fa apparire il porto quasi bello:

...il porto al tramonto...

e questa…la stella della sera…(si vede malino, ma è al centro quasi preciso della foto. Che poi stella non è…)

...Venere...

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5 thoughts on “Mancano due giorni…

  1. E’ una nostra necessità quella di etichettare le persone, assegnar loro dei “ruoli” e non pensiamo mai che, al di là delle apparenze, al di là dei pregiudizi, ci siano animi interessanti da scoprire e portare alla luce.
    Mi ripeto questa filosofia ogni volta che sento parlar male di qualcuno o sento giudicare persone che nemmeno sono conosciute dal giudicante. A volte, sì, certo, incappo anche io nell’errore tipico degli esseri umani, ma a posteriori rifletto sulla mie azioni e mi pento di non essere andata più a fondo.

    In ogni caso, auguri di buon Natale. 🙂

  2. è difficile non farsi prendere dai luoghi comuni sulle persone, sulle razze, sui luoghi.
    tenere la mente aperta e le orecchie tese ad ascoltare le persone non si usa più…
    ho letto con grande interesse e trovo molto belle e romantiche le foto, grazie Benny, Buon Natale!
    p.s.: io ho fatto i miei primi tortellini “senza maiale” nel ripieno, evidentemente ordinati da persone straniere di religione islamica ma che voglio partecipare tradizionalmente al natale come facciamo noi o forse più probabilmente da una coppia mista (mezza bolognese e mezza islamica)… mi è sembrata una cosa bellissima ^__^

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