Una nave…

…se gli apri una falla, uno squarcio, di 70 metri sotto alla linea di galleggiamento, inizia ad imbarcare acqua e ad affondare.

Benché rattristato per l’incidente occorso alla Costa Concordia, sono lieto che la gente ne stia prendendo atto.

Fino a stamattina, la gente non sembrava averlo capito. Probabilmente pensava che prendere una nave è come prendere un treno. Non si pensa mai all’ovvio…

Ti arrabbi con qualcuno, o qualcosa, e dici che nel 2012 queste cose non dovrebbero succedere. Ma perchè? Qual’è la differenza tra una nave moderna e una galera romana? Entrambe restano a galla e si muovono per lo stesso principio.

Non viene colta la sfumatura, il fatto che le moderne tecnologie aiutano ad avere mezzi sempre più efficienti, ma non puoi eliminare del tutto il rischio che la nave affondi per un improvvisa malasorte, che sia uno scoglio sommerso, una raffica di vento improvvisa, un colpo di sonno di chi è al comando, etc…

Pensare che nel 2012 certe cose non debbano accadere è tipico della superbia dell’uomo.

Come quando il bagnante maledice lo squalo che gli ha appena portato via una gamba. E’ colpa dello squalo o di te, coglione, che vai a farti il bagno in mare aperto? Non è che siccome sei un uomo allora gli squali non ti attaccano, anzi, fossi uno squalo mi girerebbero a tal punto che verrei a cercarti io. (Si vede che tifo sempre per lo squalo?)

Sono irritato dai commenti che leggo su facebook: La Costa Concordia come il Titanic! (ma stiamo scherzando?!?!?!), Ogni 100 anni affonda una nave da crociera di grandi dimensioni!, E’ tutta colpa del Comandante che stava a cena e non la pilotava nessuno! (??????).

Mettiamo un po’ d’ordine…

E’ vero che ci sono comandanti che assomigliano più a dei tramvieri (con tutto il rispetto per i tramvieri), ma non è che il Comandante stia in plancia 24 ore al giorno…

A bordo normalmente si seguono turni di guardia nei vari reparti, per garantire un ricambio con gente fresca e riposata, altrimenti ogni 12 ore di navigazione le navi dovrebbero gettare l’ancora per far riposare l’equipaggio.

Soprattutto non credo che una società armatrice come la Costa abbia messo al comando della sua ammiraglia il primo cretino che passava di lì. Non mi pronuncio neppure sulla presunta mancanza di sufficienti dotazioni di salvataggio. Mi sembra solo molto strano, considerati i mille controlli che vengono fatti alle navi da parte delle autorità (controlli scrupolosi perchè le suddette non vedono l’ora di fare multe ed incassare qualche soldino). Mi sembra invece più plausibile che il passeggero medio, come al solito, non sapesse neppure dove cercarli i giubbotti salvagente, sebbene gli venga ricordato ogni due minuti da cartelli, segnali, avvisi radiodiffusi. Queste, tuttavie, sono mie considerazioni che lasciano il tempo che trovano, la verità la sanno solo loro.

Continuo a leggere un sacco di fesserie, quindi vorrei aiutare la divulgazione di un principio nuovo e rivoluzionario:

Gli aerei cadono, le navi affondano (e vi assicuro che ogni giorno ci sono tanti di quegli incidenti in mare che manco a un destruction derby), i treni deragliano e le auto ne fanno di tutti i colori. E’ nell’ordine naturale delle cose. 

La gente di mare è scaramantica. Non si aprono ombrelli a bordo (neppure si portano!), non si portano donne a bordo, non si calpestano gli stemmi delle navi, ecc…

Insomma, la superstizione è una compomente importante nel carattere di un po’ tutti i marinai.

Il giorno del varo della Costa Concordia, la bottiglia di Champagne non s’è rotta facendo presagire tanta sfiga per quello che è (era?) un vero e proprio gigante del mare. Risultato: in poco meno di sette anni, due incidenti.

Il primo, a Palermo, causato dal vento forte. Già, perchè nessuno pensa mai al fatto che, si, le moderne navi da crociera vanno a motore, ma se una folata di tramontana porta via te che hai solo un giubbotto addosso cosa potrà mai fare ad un palazzo galleggiante alto 60 metri e lungo 291? Effetto vela: aumenta la superficie di lavoro del vento, aumenta la spinta ed ecco che la nave se la porta via…

Stanotte il dramma al largo del Monte Argentario, con la nave che cerca la salvezza nelle acque basse dell’Isola del Giglio.

La rotta è chiara: Civitavecchia, Argentario, Isola del Giglio.

Non so dire quale fosse la normale rotta seguita dalla nave, suppongo sia sempre stata questa. Sono anni che parte da Civita, quindi non capisco stavolta cosa possa essere cambiato. Lo sapremo, forse, solo in seguito. L’inchiesta studierà i punti nave seguiti durante la crociera, vedrà quali ordini sono stati impartiti ai macchinari di bordo e, forse, capiremo che diavolo è successo.

Se è vero quel che ho letto, e cioè che il comandante dopo l’urto ha cercato salvezza in acque meno profonde portando la nave ad incagliarsi poco fuori all’Isola del Giglio, per me è stato un fenomeno ed è da considerare un eroe.

Come avrebbe detto Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo…

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4 thoughts on “Una nave…

  1. Completamente d’accordo con le tue opinioni,la tecnologia non può niente contro la sfiga o l’idiozia umana,fatti un giro delle prime pagine dei quotidiani di tutta europa…..anche i mass media hanno calcato la mano…….

  2. Un eroe mi sa di no, considerato che mentre la gente cercava di salvarsi e molti ci lasciavano la pelle, lui è sceso a terra con la prima scialuppa, ha preso un taxi ed è andato a dormire in albergo. Per il resto è vero, sanno soltanto loro come sono andate le cose.

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