Correva l’anno 1985…

…e mio padre mi portò a vedere la mia prima partita allo stadio.

Di quegli anni ho ricordi ingialliti dal tempo, nei quali di tanto in tanto compare una Ritmo o una 131 blu,  giornaletti di topolino e braccio di ferro, Tiramolla scarabocchiati, figurine panini e bandiere del Pisa e del Napoli che puzzavano di stantio e di naftalina.

Ricordo le gelide domeniche allo stadio, perchè all’epoca si giocava solo ed esclusivamente di domenica. Il cordialino bollente di Caffè Borghetti, il vecchio Stadio Olimpico scoperto, un Roma-Milan 1-3 con gol di Donadoni e i primi palleggi di Maradona al San Paolo. Ricordo i sedili (quando c’erano) freddi dello stadio e le interminabili attese per un autobus che ci riportasse a Termini o le lunghe passeggiate dalle varie stazioni agli stadi di mezza italia.

Ricordo il primo impatto con il vecchio comunale di Torino, sebbene l’immagine prevalente sia quella delle bancarelle fuori lo stadio con le sciarpe, le bandiere e le magliette delle squadre.

Si giocava Torino-Napoli e mio padre mi chiese di scegliere una maglietta.

Tra una azzurro sbiadito (colore che non m’ha mai entusiasmato gran ché) con lo stemmino “N” e una granata con un toro rampante, la scelta è stata facile…

Ce l’ho ancora quella maglietta in cotone/lana/acrilico che sulla pelle prudeva come l’ortica. E’ imbustata e ben riposta in un cassetto per salvarla dallo scorrere del tempo.

A 5 anni appena compiuti, avevo fatto la prima grande scelta di una vita. Ero diventato una delle più pie anime di questa Terra: un tifoso del Torino. Condizione questa destinata ad aggravarsi 4 anni più tardi quando, per amore della mia fidanzatina delle elementari, passai ai colori giallorossi della Maggica pur non tradendo mai la fede torinista.

Perchè se la tue squadre del cuore sono Torino e Roma, sei destinato a subire vita natural durante gli sberleffi e l’ironia dei vari juventini (o rubentini), interisti (anche detti intertristi) e chi più ne ha più ne metta…

Gli ultimi anni sono stati un susseguirsi di difficoltà, delusioni e beffe clamorose e a poco serve rispolverare il glorioso passato di una squadra che ha fatto la storia del calcio. Ma ieri, dopo tre anni di agonia, il Toro è tornato ad occupare il posto che gli spetta. Siamo tornati in serie A.

BEN TORNATO!!

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