“Non ho memoria…

…di questi luoghi…”

Adoro questa frase pronunciata da Gandalf al crocevia nelle rovine di Moria.

Quando non sai che direzione prendere, Merry, segui sempre il tuo naso!

Fantastico.

In questi giorni mi capita di rivedere momenti del Signore degli Anelli su Sky, e non me ne stanco mai. In particolare, ci sono tre momenti che amo di quella meravigliosa trilogia cinematografica.

Il primo è proprio all’inizio, quando Gandalf arriva e Frodo gli dice che è in ritardo. Lui, tranquillo da sotto il suo cappello a punta, dice quella che è una delle più belle frasi-salva-ritardo-assurdo-da-riciclare-quando-arrivi-alle-mille-a-un-appuntamento-co-la-pischella:

Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Nè in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo!

Il secondo, e chi segue il blog dagli albori lo sa già, è quello in cui i Rohirrim arrivano a Minas Tirith. La carica della cavalleria è una delle scene più belle che io ricordi.

Avanti! E non temete l’oscurità! Desti! Desti cavalieri di Théoden! Lance saranno scosse.. scudi saranno frantumati.. un giorno di spade! Un giorno rosso, prima che sorga il sole! Cavalcate ora! Cavalcate ora! Cavalcate per la rovina, e per la fine del mondo! Morte! Morte! Morte! Avanti, Eorlingas!

Fomentamento level: over 999.999

Il terzo momento è quando Saruman parla all’esercito di Uruk-hai da lui creato. Grima Vermilinguo gli dice che servirebbero migliaia di soldati per conquistare il Fosso di Helm; Saruman, imperturbabile, gli risponde “decine di migliaia”.

Nel momento in cui gli urli di guerra degli Uruk-hai scuotono l’aria, una lacrima riga il volto di Grima, che per la prima volta comprende l’entità di quel che sta per succedere.

Quest’ultima scena mi tocca sempre molto. La riscoperta di un’umanità sempre latente, ma mai dimenticata nel cuore di un viscido servo dell’Oscuro Signore. Il sentimento di orrore che lo coglie quando capisce di aver contribuito a quella follia, tanto che cercherà di riscattarsi gettando il palantir giù dalla torre dopo la disfatta di Saruman.

Quest son le finezze che ti fanno amare un testo chilometrico come il Signore degli Anelli. Questo è quello che un giorno vorrei essere in grado di riuscire a trasmettere per mezzo delle mie parole e di quel che mi capita di scrivere.

Il problema è che non penso manderò mai nulla a un editore: tremo al pensiero che qualcosa di mio possa piacere a tal punto da tirarci fuori un film con Kristen Stewart e Robert Pattinson come protagonisti…

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15 thoughts on ““Non ho memoria…

  1. Finezze…eh, sì; la grande vera letteratura è fatta di finezze. Però se mandi un manoscritto e ad interpretarlo fosse tanto di Maggie Smith, ci proverei 😉 (ovviamente parlo di Harry Potter se ti piaceQ 😀 )

  2. Ciao , purtroppo non ho letto e ho visto di sfuggita qualche spezzone.
    Ma quando non sai “che pesci prendere” seguire l’istinto (il naso in questo caso) è davvero la cosa migliore da fare
    Ti lascio ad un giorno bello e spero rinfrescante
    Gina

  3. Concordo sulle impressioni delle tre scene da te richiamate, ma, secondo la mia esperienza con l’opera Jacksoniana, il massimo delle emozioni le ho vissute a Moria, in due momenti: l’arrivo a Dwarrowdelf (Nanosterro) e la caduta di Gandalf. In entrambi i casi a suscitare buona parte dell’emozione è tanto la potenza della composizione musicale quanto la tridimensionalità del posto (geografica – storica – emotiva). L’immensità di Nanosterro e l’oscurità che domina il posto lasciano spazio a tante, troppe domande sulla sua storia, così come l’immensa profondità dell’abisso di Khazad-dum mi spingono ad immaginare l’incredibile lavoro di scavo di una civiltà avanzatissima dal punto di vista manufatturiero e tecnologico e crollata inesorabilmente sotto i colpi di un Valaraukar scampato disgraziatamente alla Guerra d’Ira. Quando leggo di Moria o guardo lo spezzone de La Compagnia dell’Anello li ambientate è sempre come se fosse la prima volta. Brividi.
    Al secondo posto metto la marcia degli Ent: anche li, c’è un lavoro di scenografia, ritmo, musica e regia da capogiro. Dalle parole di Barbalbero fino al sonoro sembra un pezzo di poesia cinematografica. La foresta che si muove, così come l’aveva immaginata Tolkien. Una rappresentazione per me perfetta.
    E al terzo posto la morte di Theoden (li ho pianto).
    Mi fermo qui, potrei continuare all’infinito!

    • …wow!
      In effetti vi sono scene di grandissimo impatto emotivo. La grandezza di un opera, sia letteraria che cinematografica, che lascia a persone diverse emozioni diverse.
      Benvenuto sul mio blog! E’ un vero piacere conoscere nuovi amanti di Tolkien 🙂
      Benedetto

  4. Sarò una inguaribile romanticona…ma il momento che preferisco di tutta la saga è quello in cui Faramir s’innamora di Eowyn e lei si sente guarita da quell’amore…mi piace da morire quella scena. Infatti nel film non c’è!

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