Analisi…

…di una vittoria annunciata: quella del traffico.

Il vero trionfatore del Vivicittà di Civitavecchia sono le auto (in marcia od oscenamente parcheggiate), i furgoni e le moto che hanno tali e improcrastinabili esigenze – di domenica mattina – che devono assolutamente passare, devono assolutamente recarsi in stazione, devono assolutamente trovare parcheggio in quella determinata via.

Occasione sprecata – l’ennesima – per una città che vuole crescere, ma che quando c’è da fare il salto di qualità non riesce a scrollarsi di dosso il civitavecchiesismo, quella genetica predisposizione a rovinare le cose belle.

Perché c’era modo di arrivare in stazione allargando un po’ il giro. Si poteva aspettare a passare, magari prendendo un percorso alternativo. Si poteva parcheggiare un po’ più distante. Magari senza essere d’intralcio ai partecipanti all’evento o disturbare chi stava facendo il proprio lavoro.

E invece no.

Agghiacciante la scena alla quale ho assistito: un tizio in macchina che urlava al ragazzo – volontario – della Protezione Civile che lui “c’aveva da annà aaa stazzzione e che nun poteva aspettà ‘sti quattro deficienti che correvano”.

Come fai a spiegare a ‘sta gente che il secondo classificato (Carmine Buccilli) sette mesi fa ha vinto la Maratona del Mugello?

Scena ancora più grottesca: stavo per chiudere il mio nono chilometro, quando da dietro sopraggiunge il gruppo che si sta giocando una delle prime posizioni. Non so bene se fossero in corsa per il terzo posto, di sicuro era per i primi cinque. Un furgone rosso in quel momento si immette assieme ad altre due macchine. Io son costretto a schiacciarmi contro un muro per far passare furgone, macchine e il gruppo che si ritrova a rallentare e sparpagliarsi quando per loro mancavano 300 metri all’arrivo ed erano ormai alla volata finale.

Manca la cultura. Manca l’educazione (non solo sportiva).

Civitavecchia è carente di eventi del genere. A parte la Liberty Run Christmas di dicembre, solo il Vivicittà riesce a portare in strada runners e cittadini che si godono una passeggiata per le strade del centro.

Credo che interdire il traffico, bloccando il transito con transenne e vigilando seriamente, sia il minimo per garantire un’ora e mezza (annue!!!) di tranquilla attività a queste persone che passano tutto l’anno a schivare automobilisti e motociclisti, che attentano quotidianamente all’incolumità degli sportivi che per forza di cose son costretti ad avventurarsi per strada.

Come si può (soprav)vivere una città, se poi rischi sempre di essere investito anche quando il traffico dovrebbe essere bloccato?

Per dovere di cronaca (?), ho percorso i 12km in 53′ 38″4’28” al km.

Un gran tempo per me. Peccato non poter godere a pieno del risultato.

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One thought on “Analisi…

  1. …Comincio decisamente a capire certi spaccati di vita quotidiana civitavecchiese… Mentre riguardo la cultura (sportiva ma non solo)…non ce n’è mai stata in Italia, o perlomeno non “per strada”. Non c’è neppure in un gruppo di ragazzi che giocano in un campo da basket, a volte. Perché non c’è la cultura dello sport come mezzo per stare insieme, strumento sociale e talvolta di pace (e lo dico nel giorno di Boston, peraltro)…quindi figuriamoci se la gente può aspettare ” ‘sti quattro deficienti”…

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